Non smette di tremare la terra in Nord Italia. I sismi del 20 e del 29 maggio hanno provocato danni ingenti anche al settore dei formaggi: le scosse hanno infatti causato rovinosi crolli in diversi caseifici e magazzini della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Stando ai numeri, si parla di quasi un milione di forme – tra Parmigiano Reggiano e Grana Padano -, per un valore di oltre 150 milioni di euro.
Questi sono i dati che vengono fuori dal bilancio stilato da Fedagri (Federazione Nazionale delle Cooperative Agricole e Agroalimentari) durante l’incontro a Mantova con Confcooperative Emilia Romagna, Confcooperative Lombardia e i Consorzi di tutela dei due formaggi colpiti dalla catastrofe.
Il terremoto ha messo in ginocchio uno dei più floridi campi dell’economia delle regioni colpite, e non sarà facile ritornare alla normalità senza un adeguato sostegno da parte del governo per reperire le risorse necessarie, oltre a quelle provenienti dagli stessi consorzi.
Il dramma si consuma tutto all’ombra delle logiche del mercato: per produrre formaggio bisogna investire capitale nei magazzini e lasciarlo “stagionare” con le forme. In quegli stessi magazzini ci sono quindi le garanzie che le imprese danno alle banche per ottenere liquidità. Sotto l’assedio del terremoto, dunque, non sono crollate solo forme di formaggi, ma il capitale dei produttori e il sostegno delle banche.
In un mercato così competitivo, com’è quello del settore lattiero-caseario, è sempre più difficile trovare il proprio “posto al sole”; e una volta conquistato basta davvero poco per perderlo. Noi dell’azienda Brunelli speriamo in un massiccio intervento per supportare i produttori colpiti da questa sciagura, e vogliamo esprimere nei loro confronti tutta la nostra solidarietà.
Fonte: www.gazzettadimantova.gelocal.it
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