Gli appassionati ed esperti del mondo dei formaggi saranno sicuramente colpiti dalla notizia sensazionale pubblicata in copertina sull’autorevole rivista scientifica “Nature”: i pastori africani usavano e trasformavano il latte già nel 5.200 a.C. In Africa, dunque, fin dall’era neolitica si conoscevano le pratiche per produrre formaggi, yogurt e burro. La scoperta è stata fatta recentemente nel deserto del Sahara da un gruppo di studiosi della Sapienza di Roma, in collaborazione con l’università di Bristol.
Che gli antichi africani sapessero lavorare il latte è un fatto documentato dall’arte rupestre della zona in cui si è svolta la missione archeologica. Quello che non si sapeva erano “il come” e “il quando”. Fino ad oggi. Siamo nel villaggio neolitico di Takarkori, situato nel sud-ovest della Libia. È qui che gli archeologi hanno rinvenuto dei vasi di ceramica risalenti al VI millennio a.C. Le analisi chimiche e isotopiche condotte dai ricercatori hanno confermato che in questi contenitori veniva cotto il latte per ottenere formaggi. E così adesso siamo finalmente in grado di datare la pratica della trasformazione del latte.
La scoperta ha un estremo valore sia dal punto di vista etnologico, sia dal punto di vista antropologico, perché consente agli studiosi di aggiungere importanti notizie sulla vita quotidiana delle popolazioni africane del Neolitico. Il direttore della missione italo-inglese, orgoglioso per i risultati ottenuti dal team di studiosi, spiega che “si trattava di una civiltà sofisticata, con un’organizzazione sociale definita e una conoscenza profonda delle risorse e di quello che potevano ottenere e consumare”.
Proprio un bel risultato quello ottenuto dai ricercatori del Bel Paese.
Fonte: www.ogginotizie.it
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2 Commenti
E dopo 7000 anni, siamo ancora qui a mangiare formaggi ;) Secondo me anche gli antichi africani avrebbero apprezzato il vostro Pecorino!
Grazie Marco, magari a quell’epoca le nostre forme sarebbero state… piramidali!