Le fave hanno una tradizione di “mistero” che le avvolge fin dai tempi antichi: i Greci, infatti, le consideravano un simbolo legato alla morte, questo perché il loro fiore era bianco con macchie nere, disposte in maniera tale da rappresentare la lettera Tau (la prima lettera della parola Tanatos, morte); inoltre le fave hanno gambi cavi, e questo insospettiva gli antichi, facendo loro credere che le anime dei defunti potessero risalire dall’oltretomba attraverso le piante.
Le fave fresche hanno un colore verde acceso, quelle secche invece sono di colore bruno e molto dure. Per verificare la freschezza della fava, bisogna accertarsi che il baccello sia turgido, di colore brillante e senza macchie, lucido e di forma regolare.
Le fave sono state da sempre un cibo largamente consumato all’interno delle classi medio-basse, scelte per il loro alto apporto di proteine, sali (fosforo, potassio, calcio), vitamine (A e C) e soprattutto fibre; questo legume, pertanto, si inserisce in una lunghissima tradizione gastronomica, soprattutto romana, e trova il suo complemento ideale in un’altra bontà della tradizione, il pecorino romano.
Il pecorino romano vanta, anch’esso, una lunghissima storia: prodotto già in epoca romano-imperiale, venne consumato per secoli, sia dalle classi povere che da quelle abbienti e oggi è entrato di diritto nella tradizione culinaria della Città Eterna.
Un’importante ricorrenza nella quale si possono degustare questi due alimenti in un unico, squisito piatto, è il cosiddetto “Maggetto“, che altro non è che il 1° Maggio festeggiato con una scampagnata durante la quale si allestiscono pic-nic, consumando piatti preparati secondo la tradizionale ricetta che vede impiegate le fave e il formaggio pecorino.
Perché il tutto sia perfetto occorrono fave romanesche tenere e freschissime, il pecorino deve avere la “lacrima”, ed è indispensabile l’accompagnamento di una pagnotta casareccia e di una buona bottiglia di vino rosso.
La ricetta è molto facile da preparare, perché non occorrono lunghe cotture o complessi procedimenti: basta acquistare del buon pecorino romano (che deve essere prodotto esclusivamente nel Lazio) e delle ottime fave fresche, munirsi di una fiasca di vino rosso e chiamare amici e parenti per un’allegra giornata all’aperto!
La tradizione vuole che il piatto sia consumato in compagnia nei prati dei Castelli Romani (i cosiddetti Pratoni del Vivaro).



















