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L’export

Statua della libertà nel 1920Il Gruppo Brunelli avvia la sua prima esportazione già nel 1948, secondo dati ufficiali, anche se non certi.
Erano gli anni del dopo-guerra, della ricostruzione di un Paese messo in ginocchio dalla Seconda Guerra Mondiale, quando Remo Brunelli decise di avventurarsi in quello che ritenne fosse un formaggio d’eccellenza, il Pecorino Romano, prodotto dalla pastorizia laziale.
Erano gli anni in cui il flusso di italiani che emigravano in paesi più ricchi era inarrestabile, continuo e soprattutto ricco di speranze per una vita migliore di quella che trovavano a casa. Fin dai primissimi anni del ’900 la ricca America del Nord era il posto più ambito dove trasferirsi, seguita da Brasile e Argentina, che offrivano terre e lavoro. Con loro partivano non solo speranze e nuovi desideri ma anche cibo italiano che richiamava il ricordo della loro Italia. Di conseguenza si sviluppò una forte domanda di generi alimentari nostrani, in particolare di Pecorino Romano, che per decenni fu il formaggio italiano più esportato negli USA.

Interi “containers” partivano continuamente dal porto di Napoli per quello di New York, principale punto di sdoganamento delle merci che venivano a loro volta distribuite in tutto il Paese, servendo non solo i numerosissimi “specialty shops” con le loro specialità che arrivavano da tutto il mondo, quando ancora non esistevano i supermercati della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), ma soprattutto l’industria americana che apprezzava particolarmente il Pecorino Romano, per il suo sapore delicatamente piccante, utilizzato grattugiato per regalare un gusto aggiunto alle prime pietanze pronte.
Si può tranquillamente sostenere che il Gruppo Brunelli è cresciuto grazie all’export verso il mercato americano, suo primo canale di distribuzione fino agli anni ’90. Il Pecorino Romano si conosceva più in America che in Italia, a parte il limitato territorio del Centro, intorno a Roma.
Con gli anni il Pecorino Romano riuscirà a convincere anche gli italiani del Sud e del Nord della penisola, questi ultimi particolarmente restii ad un prodotto ritenuto eccessivamente “Romano”.
Anche i “grandi” prima o poi si arrendono! E, soprattutto, come non arrendersi al gradevole gusto, dolcemente piccante del Pecorino Romano D.O.P. Brunelli, quando lo si conosce?

Pecorino nel mondoMolti cambiamenti sono avvenuti nel corso degli ultimi 20 anni, che hanno coinvolto sia il macro che il micro mondo economico in cui il Gruppo Brunelli opera.
Brunelli acquista nuovi marchi che aiutano l’azienda a entrare con maggiore forza in nuovi segmenti di mercato, quello dei formaggi molli, i formaggi semi-stagionati che normalmente si consumano a tavola (di qui il termine “formaggi da tavola”) o nell’arco di uno spuntino.
Alibrandi e Seggiano entrano a far parte della famiglia Brunelli.
Negli anni ’90 la produzione viene totalmente spostata dal primo caseificio, che Remo Brunelli avviò a fine anni ’50, nel nuovissimo e modernissimo impianto industriale di Aprilia (LT) completato dalla seconda generazione (nella persona di Giuseppe Brunelli) e dedicato alla produzione non solo di Pecorino Romano ma anche di nuove linee, quelle dei formaggi soffici, che mano a mano andavano a servire nuove regioni italiane, dove il Gruppo non era ancora presente.

Il mercato americano, nel frattempo, si modifica: il consumatore italo-americano perde, con il passaggio generazionale, le vecchie aderenze e il suo attaccamento alla terra d’origine. Il mercato, non più attento ad un prodotto di qualità, preferisce consumare formaggi più a buon mercato, scegliendo anche quelli che si conosceranno in seguito come attori dell’Italian Sounding, i quali offrono un gusto “italiano” ma ad un costo decisamente più conveniente.
Brunelli – considerato tutt’oggi un marchio di Fascia Alta – trova spazio in nuovi mercati oltre quello americano. L’Europa, che mai prima aveva consumato Pecorino Romano, comincia ad esserne incuriosita e a divenire attenta alla qualità da servire a tavola.

Oggi i formaggi Brunelli vengono apprezzati per il grande lavoro di tecnologia alimentare, per l’elevata qualità offerta del prodotto e per il grande impegno nella ricerca di soluzioni sempre più pratiche nel confezionamento dei suoi prodotti, presenti nelle più grandi catene alimentari italiane ed estere.
Brunelli, sinonimo di Qualità nel rispetto delle Tradizioni, è ancora oggi un’azienda in continua evoluzione, con un obiettivo preciso: essere una “consumer-oriented company”, come dire: il consumatore è il nostro migliore amico!

4 Commenti

  1. romolo 27 ottobre 2011, 08:36

    ho consegnato la produzione del mio latte pecorino al signor Giuseppe Brunelli. beh posso dire una cosa che nei prezzi non ha mai sganciato più del prezzo del mercato mah…. nel pagamento è uno degli industriali più precisi e di parola!!!

    • Brunelli 2 novembre 2011, 11:29

      Gentile Romolo,
      Grazie del saluto e della testimonianza.
      Purtroppo non mi è possibile garantire un prezzo superiore a quello imposto dal mercato.
      Come tu sai, siamo nel mezzo della filiera e chi comanda oggi è chi vende, non chi produce. Sono le dure logiche di mercato.
      Abbiamo bisogno di voi conferenti, come voi di noi industriali. L’unione fa la forza!
      Mio padre Remo mi ha insegnato la precisione e che una parola data va sempre mantenuta nonostante tutte le difficoltà.
      Ed è quello che ho cercato di trasmettere ai miei figli, che mi auguro seguiranno.

      I miei più sentiti e cordiali saluti.

      Giuseppe Brunelli

  2. vittorino minelli 30 agosto 2011, 18:03

    Io sono romano, ma vivo a Bari da 25 anni….dove lo trovo il nostro brunelli export…magari non troppo stagionato, per la mia matriciana, carbonara, gricia, cacio e pepe….e la trippa!?..sono disperato!…fatemi sapere!…grazie!
    P.S.
    il pecorino Brunelli, è l’unico che crea il gusto vero dei piatti con pecorino della cucina romana! ne sono certamente più che convinto!

    • Brunelli 1 settembre 2011, 18:24

      Caro Vittorino,
      Grazie della tua affezione alla Nostra Romanità in ogni senso!!

      A Bari serviamo molti grossisti che normalmente consegnano a dettaglianti o ristoratori. Qui non ti possiamo aiutare.
      Puoi provare ai centri SISA. Sono ben forniti!

      Saluti dalla tua Roma!

Un Trackback

  1. Scritto da Brunelli nel mondo | Brunelli, dal 1938 il 25 maggio 2011 alle 14:46

    [...] L’export [...]

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